Estintore Castelli Romani

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Estintore Castelli Romani
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Come accennato, l’idoneità Estintore Castelli Romani per lo spegnimento dei vari tipi di fuoco è indicata mediante dei pittogrammi. Con la Norma EN 2 del 2005, il CEN (Comitato Europeo di Nazione) ha individuato le tipologie dei fuochi, esse sono: Fuochi generati da materiali solidi che formano braci (legno, carta, plastica, tessuti, gomma, ecc…) Fuochi generati da liquidi infiammabili (benzina, gasolio, alcool, ecc…) Fuochi generati da gas infiammabili; Fuochi generati da metalli (zinco, magnesio, titanio, ecc…) (non prevista dalla classificazione CEN) indica l’utilizzabilità dell’estintore su apparecchiature elettriche sotto tensione (introdotta nel 2005) fuochi che interessano oli e grassi in apparecchi di cottura. La classe E è indicata con la scritta “utilizzabile su apparecchi elettrici in tensione” e non con pittogramma. Ad ogni classe di fuoco per la quale l’estintore è idoneo è associato un numero che ne indica la capacità estinguente. Quanto maggiore è il numero posto a fianco della rispettiva classe, tanto maggiore sarà la capacità estinguente (ad esempio un estintore di classe 34 A 233 BC è più efficace di un estintore 13 A 89 BC).

Quantità di estinguente contenuto  Sono definiti portatili gli estintori fino a 18 Kg. Oltre tale peso sono in genere dotati di ruote e vengono definiti carrellati. Gli estintori devono essere fissati a muro, rispettando le seguenti altezze: < 18 Kg: distanza tra la sommità dell’estintore e il pavimento (mt. 1,5) e distanza minima tra il fondo dell’estintore e il pavimento  0,1; > 18 Kg: 1,00 e mt. 0,1 tra la sommità dell’estintore e il pavimento e minimo mt 0,1 tra il fondo dell’estintore e il pavimento. Tipologia del propellente contenuto  La maggioranza degli estintori contiene gas propellenti per l’espulsione dell’agente estinguente. Le norme consentono l’utilizzo dell’aria come propellente seppure contenga ossigeno che è un comburente. Ovviamente, i migliori propellenti sono i gas inerti (azoto, anidride carbonica, argon, ecc…).

Generalmente l’azoto e l’aria vengono utilizzati per estintori a pressione permanente e sono, pertanto, a contatto diretto con l’agente estinguente. L’anidride carbonica, invece, è quasi sempre conservata in bombole chiuse (estintori a bombola interna o esterna) ed entra in contatto con l’agente estinguente solo al momento dell’utilizzo .Ciò ha il vantaggio di poter posizionare gli estintori in luoghi nei quali è preferibile non avere contenitori a pressione esposti al rischio di urti, ma lo svantaggio di essere più costosi. L’unico caso di agente estinguente “auto propulsore” è l’anidride carbonica, che viene conservata in bombole allo stato liquido e, siccome a pressione atmosferica è allo stato gassoso, essendo anche l’agente estinguente, esce dall’estintore per semplice differenza di pressione senza ulteriore apporto di energia.

Gli estintori pressurizzati o a pressione permanente sono dotati di un monometro, al fine di poterne verificare costantemente l’efficienza. Specifiche Norme tecniche stabiliscono, altresì, la durata minima di funzionamento degli estintori. L’importanza di garantire una durata minima è fondamentale per l’estinzione di un principio di incendio. Tuttavia, è bene non superare di molto la durata minima prevista, in quanto il getto iniziale potrebbe perdere potenza e non essere adeguato al focolaio da estinguere.

Tel: 0645548090

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